Tpl, intervento Colamussi a convegno internazionale Asstra

TPL, COLAMUSSI (FAL): LIBERALIZZARE TARIFFE, MIGLIORARE SERVIZI, STABILIRE COSTI MA ANCHE RICAVI STANDARD PER GARANTIRE QUALITÀ ED EQUITÀ SOCIALE

“Liberalizzazione delle tariffe per garantire maggiore equità sociale, miglioramento dei servizi da parte delle Aziende e maggiori finanziamenti da parte delle Istituzioni per incentivare l’utilizzo del mezzo pubblico, lotta all’evasione e sensibilizzazione degli utenti al pagamento del biglietto per invertire la tendenza che ad oggi vede le aziende concentrarsi più sulla diminuzione dei costi che sull’aumento dei ricavi”.
Sono i punti principali dell’intervento che Matteo Colamussi, Presidente delle Ferrovie Appulo Lucane, della commissione economica nazionale di Asstra e di Asstra Puglia, ha tenuto al convegno internazionale dell’associazione delle aziende di trasporto pubbliche e private che si svolge a Bari oggi e domani sul tema delle tariffe del trasporto pubblico.
“Siamo orgogliosi che Puglia sia stata scelta come sede di questa due giorni di confronto – ha detto Colamussi – perchè riteniamo che sia un importante riconoscimento non solo del lavoro svolto dalle nostre aziende, ma anche delle politiche che la Regione Puglia ha messo in atto in questi anni riuscendo, in un contesto di costante riduzione dei trasferimenti statali, a non tagliare i servizi. Anzi, diamo atto alla Regione di essersi mossa in costante sinergia con le nostre aziende, riuscendo a veicolare finanziamenti europei e ad investire fondi dal proprio Bilancio per potenziare i servizi, rinnovare il parco mezzi e favorire la interconnessione tra le società che gestiscono il trasporto pubblico sul territorio. Purtroppo però, al netto di questa best practice pugliese, oggi ci sono due Italie del trasporto pubblico e due Europe delle tariffe. Nel nostro Paese la legislazione in vigore (e in particolare il Decreto 422/97) impone alle Regioni di approvare strumenti di programmazione (non tutte li hanno ancora approvati) in base ai quali poi stabilire le tariffe ed impone alle aziende di raggiungere il rapporto del 35% di ricavi da traffico sul totale dei costi operativi, introducendo anche il principio del collegamento tra tariffa e qualità del servizio. A causa delle note disomogeneità territoriali, tariffarie ed infrastrutturali del nostro Paese, il Nord supera il 35%, mentre il Sud non raggiunge il 20% sia a causa della qualità dei servizi offerti, sia a causa della impossibilità da parte delle aziende di stabilire le tariffe garantendo agevolazioni alle fasce di reddito più basse ed aumentandole alle fasce più alte. In più l’Italia è il Paese europeo in cui le tariffe sono più basse: il costo medio di un ticket in Italia è di 1,50 euro, contro i 2,80 euro della Germania ed i 3,20 euro dell’Inghilterra. Paesi, peraltro, in cui è garantita anche l’equità sociale con una serie di agevolazioni tariffarie. Per questo la commissione economica di Asstra si interroga da tempo su come riuscire a garantire che il nostro Trasporto pubblico sia al tempo stesso competitivo sul mercato italiano ed europeo ed equo nei confronti degli utenti a cui abbiamo il dovere di garantire realmente un servizio. Riteniamo che, al netto della definizione dei costi standard, vadano definiti anche dei ricavi standard che, però, non possono prescindere dalle esigenze di territorialità, sburocratizzazione e maggiore competitività”.